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Conosciamo meglio le fat bike

Conosciamo meglio le fat bike

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In principio esisteva la bicicletta, poi la leggenda vuole che un certo Joe Breeze decise che era arrivato il momento di iniziare a usare le biciclette anche su terreni diversi dall’asfalto e la mountain bike. Eravamo alla fine degli anni 70, ma ci volle tmpo affinché l’uso della bicicletta in fuoristrada diventasse un fenomeno di massa.

 

Le fat bike iniziano a prendere una loro fetta di mercato dal 2015 e sono evoluzione diretta delle mtb, caratterizzate da ruote che montano pneumatici molto larghi.

Fat (che in inglese significa “grasso”) è il riferimento, ovviamente non alla bici in se, ma ai pneumatici.

Ufficialmente le prime fat bike hanno fatto la loro comparsa nel 1989 e si attribuisce il progetto a Simon Rakower, un imprenditore di base in Alaska, che le creò unendo tra loro due normalissimi cerchi, così uniti furono montate su delle mountain bike normali per essere poi utilizzate sulla neve.

Ma non fu l’unico ad avere la stessa idea, furono sviluppate sempre in quel periodo nel Nuovo Messico, biciclette simili allo scopo di pedalare sulla sabbia del deserto.

Fu però una giovane azienda di bici del Minnesota a sviluppare il primo progetto industrializzato nel  2005.

 

Da lì a poco arrivarono gli inseguitori, i grandi marchi del mondo della mountain bike, che però, non poterono fare a meno di montare i componenti progettati e distribuiti dalla giovane azienda del Minnesota.

Le fat bike rappresentano un’evoluzione delle tradizionali mountain bike, pensate per arrivare laddove le mtb non riescono ad arrivare: i pneumatici maggiorati e la bassa pressione permettono di “galleggiare” su superfici morbide come neve, fango o sabbia.

 

Basta salire su una fat bike per sentirsi tecnicamente più bravi di quello che si è effettivamente“ dice Andrea Panizza, fondatore di Fatbike Emotion “la grande dimensione delle ruote rende la bici particolarmente facile da controllare, non va però dimenticato che questo non elimina le insidie dei percorsi più tecnici ed essere accompagnati è sempre la soluzione migliore, soprattutto sulla neve”

 

Con e-Motion Fatbike, la scoperta di questo mondo ancora un po' nascosto è diventato molto più semplice.

Ogni mercoledì sono disponibili dei mini-tour di due ore alla scoperta delle fat bike.

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